~Cerbero's Blog

Quando la follia si trasforma in bits…

WWDC 2008

Ieri ho visto il video del WWDC ’08 di Apple, a differenza di quello letto su internet io l’ho trovato molto interessante, gli argomenti sono stati focalizzati praticamente solo sull’iPhone e sul suo sviluppo, del SDK rilasciata da qualche settimana e dei primi software rilasciati gratuitamente o a pagamento nel prossimo App Store, lanciato il nuovo servizio che andra’ a sostituire .mac che si chiama MobileMe ed il lancio ufficiale dall’11 Luglio in 22 Nazioni dell’iPhone con il prezzo ribassato.

In tanti erano arrivati al Moscone Center di San Francisco ore e ore prima dell’apertura delle porte. La ressa per accedere ai posti in platea mai è stata così rumorosa e la scena si è contrapposta idealmente con gli Apple Store chiusi in tutto il mondo (come vuole il protocollo della società della Mela in occasione del lancio di nuovi prodotti), pronti a far scattare le operazioni di “refresh” delle vetrine appena finite le presentazioni sul palco. Gli sviluppatori sono convenuti a migliaia (circa 5.000) per sapere cosa c’è di nuovo sotto il cappello dell’iPhone (e più precisamente del firmware 2.0) e di quello di Mac Os X, perché a loro interessava sapere come creare nuove applicazioni e farci un business. A far capolino all’evento, oltre a un plotone infinito di giornalisti, anche ospiti illustri, fra cui l’ex candidato democratico e premio Nobel per la pace Al Gore, membro del board della società di Cupertino.


Poi è arrivato l’atteso momento e alle 10.07 locali Steve Jobs è entrato nella grande sala del mega centro congressi sito non lontano dai moli che si affacciano sulla “Bay area”, quella che Google vuole cablare con il Wi-fi per offrire (gratis) l’Internet veloce a tutti. E il capo della Apple, solita maglia scura e jeans, ha detto quello che si aspettavano milioni di persone nel mondo. Del nuovo sistema operativo Snow Leopard (Mac Os X versione 10.6) si parlerà nel pomeriggio (nella notte italiana), si parte con i numeri che hanno caratterizzato la disponibilità del software Developer Kit dell’iPhone – 250mila coloro che l’hanno scaricato in 95 giorni – e dalle nuove funzionalità del software 2.0, comprese quelle destinate alle imprese come il supporto per Microsoft Exchange, la push mail, le soluzioni Vpn (Virtual private network) di Cisco per l’accesso protetto alla rete aziendale e ulteriori opzioni di sicurezza. 

Jobs continua a tessere le lodi della piattaforma su cui l’iPhone si appoggia, sottolineando come il 35% delle aziende della classifica Fortune 500 abbiano partecipato ai programmi di test, tra cui banche, linee aeree e università. Si parla, con Scott Forestall, Vice president, platform experience dell’iPhone, delle nuove Api (Application programming interface), del codice sorgente (lo stesso della versione di Mac Os X per computer desktop) e dei tool di sviluppo (come l’iPhone Simulator) che costituiscono l’alveo dove prendono forma le applicazioni disponibili – in modalità touch – a bordo del melafonino. Il capo di Apple entra quindi nel merito delle capacità di comunicazione wireless dell’iPhone tenendo ancora oscuro l’identità della nuova creatura e si diverte con la platea a spiegare le capacità dell’accelerometro. Poi la chicca firmata eBay, con la demo di come usufruire del servizio di aste on line dal telefonino (e l’iPhone a fregiarsi del titolo di primo cellulare al mondo a offrire questa possibilità), e quella di uno specialista (Loopt) in fatto di applicazioni di localizzazione, che mostra come individuare la posizione dei propri amici sulla mappa visualizzabile sull’ampio display. Ancora demo: come “postare” o inserire sul proprio blog una foto scattata con la camera digitale o creare musica su strumenti virtuali sfiorando semplicemente alcune icone: è mobile blogging e mobile entertainment e Jobs dimostra di saper cavalcare il verbo del Web 2.0.

Passata oltre un’ora dall’inizio dello show ed esaurita una vera e propria “parata” di dimostrazioni live, che hanno toccato anche l’ambito medico e diagnostico, i giochi e le informazioni sportive in tempo reale, non è ancora il momento di fare il botto. Jobs torna sul palco e sciorina alcuni dettagli del nuovo servizio Contact Search, del supporto ad iWork e ai programmi di Microsoft Office (Excel, Word, Powerpoint) e delle più estese possibilità di App Store, il luogo dove poter comprare on line (e poi distribuirle sulla intranet aziendale o sincronizzarle attraverso iTunes) le applicazioni per l’iPhone in 62 diversi Paesi. Quindi presenta MobileMe come un “Exchange alla portata di tutti”, un servizio di push e-mail e di gestione di contatti e agenda che metterà in comunicazione sincronizzata dispositivi (Mac, pc e iPhone) e persone in modalità wireless sfruttando un’interfaccia (Ajax) completamente open source. Con il risultato che ciò che appare e che si crea sul Web (contatto, evento, messaggio) appare simultaneamente anche sullo smartphone, e viceversa.

L’orologio segna le 11.30, il keynote entra nel vivo. Jobs accenna a qualcosa a lui molto caro e celebra il primo compleanno dell’iPhone, attribuendogli il merito di aver cambiato (e per sempre) l’industria dei telefonini. Ne ricorda i numeri, i sei milioni venduti fino a oggi, l’indice di soddisfazione del cliente (del 90%), il fatto che il 98% lo utilizza per navigare in Rete e l’80% che ne sfrutta 10 o più funzioni. Poi lancia la nuova sfida, quella del terminale che lavora sulle reti 3G e che si porta appresso altre nuove frontiere che Apple vuole varcare: il supporto per le imprese e le applicazioni di terze parti, la presenza globale e la maggiore accessibilità di prezzo. E il “magic moment” arriva con queste precise parole: “Today we are introducing the iPhone 3G”. La nuova creatura prende forma e colore, si apprende che ha bordi più sottili e bottoni in metallo, il retro di plastica nera (o bianca), uno schermo uguale a quello attuale condito dall’interfaccia Multi-Touch. Ma soprattutto che è più veloce nello scaricare una pagina Web e un messaggio e-mail tramite la rete mobile di terza generazione: rispettivamente 21 e 5 secondi contro i 59 e 18 del “vecchio” iPhone. Tempi (non lontani a quelli garantiti da una connessione Wi-Fi) che fanno del nuovo nato, a detta di Jobs, lo smartphone 3G di gran lunga più veloce di alcuni fra i più noti cellulari 3G (il Nokia N95 e il Palm Treo 750) oggi presenti sul mercato. Poi l’altra novità attesa, quella relativa al ricevitore Gps integrato e alle relative funzionalità di tracking all’interno di Google Maps. E Jobs rimarca il fatto che “I servizi di localizzazione stanno per diventare una grande opportunità sull’iPhone”. La chiusura è dedicata alla disponibilità e ai prezzi. Il modello 3G vedrà la luce nei negozi a partire dall’11 luglio in 22 Paesi (Italia compresa) e nei prossimi mesi saranno nel complesso 70 i mercati sui quali sarà venduto dai carrier partner di Apple, tra cui anche Tim e Vodafone. Per acquistarlo ci vorranno 199 dollari per la versione con 8 Gbyte di memoria e 299 dollari per quella da 16 Gbyte; un anno fa il primo melafonino veniva lanciato a 599 dollari, poi ridotti a 399 nei mesi a venire.

Sono le 11.50 di San Francisco, il keynote è finito. La platea applaude. Apple ha scritto una nuova pagina della sua incredibile storia. Davanti ci sono due obiettivi da raggiungere: vendere 10 milioni di iPhone nel 2008 e respingere gli scontati attacchi che le sferreranno da subito le varie Nokia, Samsung e via dicendo.

Arturo

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